SNIA di Varedo, un “giacimento” di lungo termine…

I video, le foto e le narrazioni, disponibili in Internet, dell’area dismessa dello storico stabilimento sella SNIA di Varedo trasmettono un forte senso di degrado e il conseguente desiderio di un “principe azzurro munito di bacchetta magica” che ci proponga almeno un “rendering” di uno scenario diverso. Ad oggi la ricerca del “principe azzurro” è stata infruttuosa, anche l’ultimo tentativo di un “principe spagnolo” è naufragato e a luglio si rifarà l’asta per la vendita dell’area; nell’asta precedente (settembre 2017) il valore di aggiudicazione (alla società immobiliare spagnola PREDIUM) è stato di 1.200.000 Euro, cioè una miseria, visto che si tratta di circa 430.000 mq di superficie…

La globalizzazione, la crisi finanziaria e la saturazione dei mercati tradizionali sono probabilmente la causa della latitanza di “principi azzurri”, e visto il valore in gioco basterebbe anche un “piccolo principe”, ma non si trova. Questa grande area dismessa non ha alcun “valore” per i “principi” dell’economia lineare che governa il nostro modello di sviluppo.

Il “Report sul divario di circolarità” del Gennaio 2019 prodotto dalla Società di consulenza “Circle Economy” evidenzia i seguenti dati:

L’industria delle costruzioni vale circa il 50% del consumo mondiale di materie prime. Inoltre è responsabile per il 40% di emissioni di CO2 e del 36% per il consumo di energia. Indirizzare questi impatti attraverso uno sviluppo “circolare e neutro sul clima” diventa un aspetto cruciale.

Dagli anni 70’ l’utilizzo di risorse naturali è triplicato, passando dai 26,7 Gton a 84,4 Gton ogni anno, e secondo le previsioni si raggiungerà l’incredibile cifra di 175 Gton entro il 2050.

Ogni anno si utilizzano 92,8 Gton di materiali (37,8 Gton di minerali per edilizia+9.5 Gton di minerali per metalli+16.6 Gton di combustibili fossili+28.7 Gton di biomassa), di questi: 84,4 Gton sono estratti dalla litosfera e 8,4 Gton provengono dal riciclo: solo il 9,1% dell’economia mondiale è circolare e questo provoca un “divario di circolarità” enorme.

Tra il 1900 e il 2010 i materiali utilizzati in costruzioni e infrastrutture ammontano a 792 Gton ; definiti anche “giacimenti” a lungo termine.

Ogni anno si realizzano 36 Gton di nuovi “giacimenti” e se ne demoliscono 14.5 Gton, cioè, si aggiungono 21,5 Gton di “nuovi giacimenti”. Dei 14.5 Gton delle demolizioni solo una piccola parte (circa 1.4 Gton sul totale dei materiali riciclati di 8,4 Gton) viene recuperato”

(1 Gton è uguale a 1 miliardo di tonnellate)

Cioè, nel contesto dell’economia circolare la SNIA di Varedo ha un “valore” perché è un “giacimento” di materiali che può essere recuperato e riciclato, portando un importante beneficio alle politiche che siamo costretti a intraprendere per evitare un cambiamento climatico irreversibile del nostro pianeta e per salvaguardare l’utilizzo delle risorse primarie per le generazioni future.

Il “rendering” di questo scenario alternativo, che non richiede “principi azzurri”, potrebbe essere descritto in questo modo:

  • Un’istituzione pubblica (Comune di Varedo e/o Provincia di Monza e Brianza, e/o consorzio di Comuni) acquisisce all’asta di luglio il “giacimento”.
  • come per i “Piani Cave”, si individuano uno o più operatori interessati allo sfruttamento del “giacimento” per un numero di anni concordato, definendo con essi una convenzione sugli aspetti economici e sulle condizioni di ripristino dell’area a fine mandato.
  • considerando la dimensione e il rilievo ambientale di questo “opificio circolare” verranno ricercati fondi Europei e/o Nazionali per le opere infrastrutturali necessarie e per agevolare gli investimenti degli operatori coinvolti.
  • La “SNIA circolare” potrebbe diventare un sito di riferimento per la produzione di materiali da costruzione riciclati e potrebbe agevolare la circolarità dei numerosi “giacimenti” presenti nelle aree industriali dismesse del Nord Milano.

Alcune considerazioni sullo scenario proposto:

La soluzione “circolare” recupera anche i costi ambientali dei metodi tradizionali di demolizione e costruzione. Quante discariche e cave dovremmo aprire per seppellire le macerie della SNIA? quanti soldi ci costerebbero i trasporti e gli oneri per la discarica di queste macerie?

Occorre andare verso un utilizzo sempre maggiore di aggregati riciclati da Costruzioni & Demolizioni con strumenti di incentivazione normativa e strumenti di penalizzazione del ricorso alle discariche.

Per facilitare questo scenario, inserito a pieno titolo nel tema universale dell’emergenza climatica, la Regione Lombardia dovrebbe legiferare per estendere in modo consistente i C.A.M. (Criteri Ambientali Minimi) previsti per le opere delle Pubbliche Amministrazioni e per le infrastrutture ed inoltre estendere anche ai privati questi requisiti tramite i Regolamenti edilizi Comunali.

Va ricordato che il settore costruzioni in Italia utilizza solo il 10% di materie prime riciclate, mentre i Paesi del Nord Europa ne utilizzano il 90 %!

Una revisione sostanziale delle normative in vigore, nella direzione sopra auspicata, dovrebbe produrre anche un serio ripensamento del Piano Cave, oggi in fase di aggiornamento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...